Ammazza la vecchia!

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Un articolo di Cronache Maceratesi : un’altra vecchietta messa a terra

Eravamo stati facili profeti, qualche tempo fa, quando scrivemmo il pezzo che segue. La strada ha richiesto il suo tributo periodico di vittime. Ma in fondo si tratta di una vecchina di quasi 90 anni, che ci frega. Ma quella vecchina siamo noi, e questa cosa deve cambiare.

Fate una camminata per le vie delle nostre città e fateci caso: attraversare la strada, la cosa più normale di questo mondo, è un esercizio che richiede una buona dose di coraggio. Verificherete voi stessi che non basta più l’attenzione, occorre un timore reverenziale, il giusto rispetto per le esigenze di chi guida e che ovviamente ha esigenze urgentissime da soddisfare, infine l’impeto di lanciarsi sperando nel buon cuore e
nell’attenzione del conducente in arrivo.
Esagerazione? Fate la prova e proverete con mano. Un fondamentale diritto di ogni cittadino, muoversi in sicurezza nella propria città, è lasciato a un confronto impari: da una parte la buona volontà e l’attenzione dell’automobilista, dall’altra la prontezza e la decisione del pedone.
E’ per questo che a finire investite dalle auto sulle strisce sono soprattutto persone anziane: il pedone in questo caso è meno svelto a fiutare e a evitare il pericolo. E’ per questo che le mamme sono terrorizzate al pensiero dei loro bambini da soli sulla strada. Ma che città è quella che mette in difficoltà proprio i soggetti con meno difese, invece che proteggerli?
Come incidere su una situazione oggettivamente complicata? Il dato umano non è modificabile: ci saranno sempre automobilisti distratti o aggressivi, come pedoni indecisi o poco agili. Ci vorrebbe molta educazione stradale, ma conosciamo abbastanza bene il nostro Paese da non farci tante illusioni.
L’unico aspetto su cui possiamo agire è la velocità delle auto. Occorre di fatto impedire che l’automobilista arrivi al passaggio pedonale con una velocità tale da riuscire a malapena a frenare, quando va bene.
Ancora un esempio: a Macerata c’era un attraversamento pedonale che gridava vendetta, quello che da Corso Cavour porta a Via Trento. Il passaggio da una parte all’altra era una vera sfida alla sorte, con le
macchine che prendevano velocità dalla discesa e davanti la strada libera. Si è deciso giustamente di intervenire, e si è realizzato un attraversamento pedonale rialzato. Ora, oggettivamente, la sicurezza è aumentata di molto? La cunetta è sostanzialmente impercettibile e non scoraggia la velocità, e in ogni caso sarebbe opportuno che il traffico fosse rallentato prima dell’attraversamento, sennò il rischio dell’inchiodata rimane inalterato.
Perché si è scelta una soluzione del genere? E’ ovvio: una misura più drastica avrebbe creato il sollevamento del gran partito degli automobilisti, che nessuna amministrazione si sogna di scontentare.
Strade in discesa molto trafficate e con alta densità abitativa come Via Spalato, Via dei Velini, Via Pace, sono a rischio continuo di investimento. Le auto arrivano a velocità elevata, di notte la visibilità è scarsa: è solo la buona sorte che ci salva da drammi più frequenti. Quando capitano si piange e si solleva l’indignazione, ma poi tutto torna come prima.
Noi vorremmo che le cose cambiassero. Occorre creare una dittatura del pedone a scapito dell’automobilista? Assolutamente no, basterebbe adottare semplici soluzioni come dossi o restringimenti in prossimità degli attraversamenti, isole centrali salvagente, rampe avanzate, una maggiore illuminazione.
Rallentare il traffico in città non significa creare code e ingorghi, comporta solo la riduzione della velocità di punta che è quella pericolosa. Con il risultato, tra l’altro, che gli automobilisti sarebbero maggiormente indotti a utilizzare le strade di scorrimento invece che passare per il centro città.
Ci sono decine di possibilità previste dal codice della strada, che sono semplici strumenti tecnici in funzione di una politica generale di riduzione della velocità in ambito urbano, che è un vantaggio per tutti: quando usciamo dalla nostra auto diventiamo anche noi pedoni in balia del traffico. Il partito degli automobilisti è solo una parte della democrazia dei cittadini.
Una città attenta alle esigenze delle sue componenti, in particolare di quelle più deboli, mostra il segno di un percorso verso il rispetto e l’accoglienza, in sostanza si propone come luogo civile e moderno. Noi vogliamo che il tema della sicurezza stradale venga posto all’ordine del giorno delle scelte che questa amministrazione, e le prossime, metteranno in campo.

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